Il mulino di Sassoferrato

mulino-blasi-sassoferratoUn punto di interesse particolare e suggestivo è il Mulino della Marena, noto anche con il nome di Mulino di Sassoferrato, poiché sito sull’altra sponda del fiume su cui si sviluppa la cittadina di Sassoferrato.

L’analisi storica e la documentazione rinvenuta datano il Mulino all’11° secolo, anche se non si posseggono informazioni dettagliate sulle evoluzioni, secolo dopo secolo, della struttura e dei suoi abitanti.

Restaurato negli ultimi anni 2000 da un cittadino privato (Gilberto) particolarmente coraggioso, il Mulino è stato ricostruito con la massima attenzione al rispetto delle vecchie funzionalità e contiene un archivio importantissimo di mole antiche e di ingranaggi, pulegge e alberi provenienti dai secoli scorsi, alcuni dei quali in buono stato di conservazione e visibili presso la struttura.

Grazie al restauro il mulino ha recuperato, oltre ad una splendida forma estetica e storica, anche una vera funzionalità energetica. E’ stato infatti dotato di due turbine da oltre 300 kwat capaci di produrre un imponente flusso energetico che serve le aree limitrofe tramite la forza pulita dell’energia idroelettrica. Lo sviluppo dell’energia elettrica avviene mediante prelievo dal fiume (parte sopra la diga) di un flusso d’acqua che viene incanalato in una condotta del diametro di 2 metri e viene poi rilasciata a valle del mulino, da un’apposita area di scarico.

La spiegazione offerta dai proprietari del Mulino è affascinante ed è facile perdersi nei racconti e trascorrere qualche ora in piacevole discorrere tra pale, energia, storia e aneddoti interessanti, come quello della piena del fiume del 2014 che ha messo in serio pericolo l’intera struttura di produzione idroelettrica.

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Vecchio albero verticale e pala in legno a innesto.

Il mulino è affiancato da una vecchia fornace di quelle utilizzate per la produzione del cemento. Si tratta di fornaci antiche che per circa una settimana bruciavano legna e carbone per polverizzare la pietra, ottenendo così una fine miscela, alla base della produzione di cementi.

Il mulino al momento non è aperto al pubblico e la fase di restauro interna è ancora in corso.

Nella fotografia grande sotto riportata si può notare il piazzale posteriore ancora non ultimato (la pavimentazione non è presente), mentre è già visibile la scala di risalita dei pesci (obbligatoria in caso di interruzione dei corsi d’acqua per finalità idroelettriche), che poi prosegue con un’ulteriore scala in legno a “cassetti” che conduce fino alla cascata, garantendo continuità alla risalita dei pesci.

Il mulino dista da San Felice circa 15 minuti di automobile.

Prospiciente il mulino, sulla strada asfaltata visibile nella prima foto del Mulino, in cima alla presente pagina, è situata l’abbazia di Santa Croce, molto interessante per la numerosa presenza di quadri, sculture, manufatti) e aperta al pubblico.

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Le fotografie successive mostrano le mole interne al mulino, con le scanalature che, in funzione del loro spessore, permettevano di macinare differenti grammature di sementi.

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La ricerca approfondita svolta negli anni da parte del Sig. Gilberto ha reso note le modalità con cui le mole venivano nel tempo affilate e scanalate per consentire la corretta micro-riduzione delle sementi.

Tramite uno scalpello infatti le mole venivano “battute” centimetro dopo centimetro per ricreare la pendenza precedente ciascuna scanalatura (quella che si vede a forma di raggio lungo tutta la circonferenza della mola).

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Per questo motivo, i cerchi esterni di contenimento delle mole (in ferro) non sono posizionati a filo del bordo della pietra, ma mantengono circa un centimetro di distanza al fine di consentire, negli anni, la riduzione del piatto complessivo esterno, per consunzione e per ri-battitura necessaria a mantenere attive le scanalature che si andavano consumando negli anni, rendendo la mola piatta e quindi inusabile.

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Nel mulino sono presenti anche molti altri vecchi macchinari, più o meno antichi, come le prime turbine meccaniche del 1900 per la produzione di energia elettrica, oggi esposte nel cortile del mulino.

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Di seguito le immagini delle antiche fornaci, composte da due ciminiere dell’altezza di circa 4 metri di cui qui a seguire sono mostrate le due fotografie delle bocche al suolo e dello sfogo dei camini.

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Visitabile su prenotazione (si richiede gentilmente un preavviso di 24h).

Info e Prenotazioni:
Punto IAT – Ufficio turistico: Piazza Matteotti, 5 – Sassoferrato AN
Recapiti:
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+393337301732 / +393337300890
email: iat.sassoferrato@happennines.it