Monte Cucco

Monte Cucco visto da Perticano (dalla strada verso S. Emiliano in congiuntoli)

Monte Cucco visto da Perticano (dalla strada verso S. Emiliano in congiuntoli)

La vetta più elevata dell’appennino umbro marchigiano (separa infatti le due regioni), con 1566 metri di altezza sul livello del mare. Monte Cucco si innalza dall’omonimo parco con una forma piramidale sovrastando le vicine montagne e colline. Dalla vetta del Monte Cucco, si vede il mare, nei giorni di sole. Malgrado la spartizione della montagna tra Marche e Umbria, il parco regionale del Monte Cucco è gestito dalla regione Umbria.

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Monte Cucco visto dalla strada di Montebollo

La montagna è circondata dal lato umbro dalle città di Costacciaro, Scheggia e Sigillo, mentre dal lato marchigiano dal paese di San Felice, Pascelupo e Piaggiasecca.

Mentre dal lato umbro, il Monte Cucco affonda le sue pendici nella pianura, dal lato marchigiano la montagna si collega ad altre, come il Monte Culumeo, il monte della Croce ed altre alture che creano valli e canyon importanti tra il Monte Cucco e le altre montagne di minor rilievo. Questo è il motivo per cui il versante marchigiano verso il paese di San Felice presenta maggiore interesse naturalistico (come la Forra del Rio Freddo, che scende nel canyon tra Monte La Croce su cui sorge il paese di San Felice e il versante più ripido del Monte Cucco).

Le grotte

La montagna cela un grande segreto, svelato per la prima volta nel 1551 da Lodovico Santacroce di Fabriano. La struttura calcarea, formata da calcare maiolica e calcare massiccio rendono la roccia particolarmente esposta all’erosione di acque acide, come quelle che per millenni sono emerse dal fondo e che hanno contribuito a scavare dal basso la grotta, unitamente all’acqua proveniente dall’alto e che ha invece scavato le grotte dall’alto.

La grotta di Monte Cucco è separata in due aree principali:

  • una zona più superficiale, scoperta nella metà del sedicesimo secolo e prossima alla vetta della montagna (a circa 60 metri di profondità dalla vetta) e che rappresenta la parte turistica, quella che si percorre nella famosa traversata, e che si mantiene parallela al terreno con un dislivello massimo di 30 metri;
  • una zona più profonda, scoperta solo negli anni ’60 e di cui non è ancora stata ultimata la mappatura, con oltre 30 chilometri di gallerie, 927 metri di profondità e molte aree ancora inesplorate (alcune di recentissima scoperta).

Mappe della grotta:

Il CENS (Centro Escursionistico Naturalistico Speleologico) di Costacciaro, possiede oggi le mappe dell’esplorazione parziale fino agli anni 2000, sia della pianta vista dall’alto che della sezione. Tali mappe attendono di essere estese con le nuove mappature operate negli ultimi anni sia nella nuova zona del “Cucco libero”, che nelle altre aree in fase di esplorazione. Di seguito le mappe.

  • Sezione (taglio laterale) della grotta nella sua parte turistica, ossia quella che si percorre nella Traversata del Cucco. Da notare sia l’accesso alla galleria delle ossa, sia il taglio che si fa nella grotta, entrando dalla zona EST e uscendo dalla zona NORD.
    mappa-sezione-topografica-grotta-turistica-monte-cucco
  • Sezione della grotta (taglio verticale della montagna), in cui si può apprezzare la profondità degli ambienti della parte non turistica.
    mappa-sezione-topografica-grotte-monte-cucco
  • Pianta (mappa vista dall’alto) della grotta, sia della parte turistica che della parte inferiore.
    mappa-pianta-topografica-grotte-monte-cucco
  • Mappa in 3D (video in rotazione) della grotta al 2015 (Rilievo a cura del Centro Speleologico CAI Perugia)
    mappa-3d-monte-cucco-2015

Storia delle esplorazioni e documenti: